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Non conosciamo con certezza la vera
origine della parola “Positano”, fatto sta che ci sono varie
correnti di pensiero che spaziano tra
mito
e leggenda. I positanesi amano ricondurne l’etimologia
all’avvento dell’Icona Bizantina venerata nella Chiesa Madre
dedicata all’Assunta. Infatti la leggenda vuole che intorno
all’anno mille una nave turca che sfuggiva alle incursioni
saracene, mentre stava attraversando lo specchio d’acqua
antistante Positano, venne bloccata da una forza misteriosa;
alcuni marinai udendo una voce proveniente dalle stive e che
pronunciava “Posa Posa” (da qui Positano), vi si precipitarono,
e con grande stupore notarono che essa proveniva dal luogo in
cui era custodita l’Immagine Sacra. Appurato l’evento prodigioso
il Capitano della nave, ordinò ai marinai di affidare alle onde
del mare l’Icona, la quale approdò sulla battigia dell’odierna
Spiaggia Grande.
Altra leggenda attribuisce il nome”Positano”
alla Ninfa “Pasitea”, amata dal Dio “Poseidone”, altri ancora
attribuiscono agli abitanti di Peastum, sfuggiti all’eruzione
del Vesuvio del 79 D.C. la vera fondazione del borgo di Positano.
Nell’antichità Positano probabilmente
era già abitata dal popolo degli Oschi o Piceni, ed erà già
conosciuta dai Fenici e dai Greci che la usavano come punto di
riferimento durante i loro viaggi verso occidente.
All’epoca dei romani, Positano contava
di tre mulini, da cui l’imperatore Tiberio, durante i suoi
soggiorni a Capri, temendo congiure, amava rifornirsi di farina
sicura .
Nei sec. IX, X, XI fece parte della
Repubblica di Amalfi e fu uno dei centri commerciali più
importanti, in gara addirittura con Venezia .
Nel 1500 una terribile pestilenza e in
seguito un brutto periodo carestia e brigantaggio, si
abbatterono sulla Costiera Amalfitana e Positano non ne restò
indenne. Non mancarono i saccheggi e le invasioni turche, per
cui il vicerè Pietro di Toledo ordinò che ogni città o paese
costruisse delle torri da cui avvisare eventuali pericoli
provenienti dal mare. Positano ne costruì parecchie, ma le più
importanti furono: quella della Sponda, un’altra nel luogo
denominato Trasita, la terza nel luogo denominato Fornillo.
Nel 1668 dopo aver pagato la cifra di
12.943 ducati, quale riscatto dal peso feudale, Positano venne
dichiarata "città regia", e riacquistò di nuovo il suo pregiato
commercio marinaro e terrestre, con Grecia e Cipro e ripristinò
quello con la Calabria e con la Puglia. Le sue flotte,
costituite da Galeotte, Feluche, Polacche, si spinsero in tutto
il mediterraneo, raggiungendo anche Medio Oriente, da cui si
rifornivano di sete e legni pregiati.
Tale periodo ricchezza contribuì alla
edificazione di magnifiche case barocche e splendide residenze,
frequentate dai nobili della vicina città di Napoli, tra cui il
famoso Gioacchino Murat.
Nella seconda metà del 1800 e più
precisamente tra il 1860 e il 1870 le flotte di Positano
subirono un duro colpo, a causa dell’avvento delle nuove navi a
vapore. Fu allora che la maggior parte della popolazione, che
all’epoca contava all’incirca 8.000 abitanti, decise di
emigrare verso la lontana America; interi quartieri si
spopolarono, le case cominciarono a diventare fatiscenti, i
tetti a cadere; condizioni che ridussero il paese di nuovo nel
piccolo borgo di pescatori.
Oggi Positano è una rinomata meta
turistica, con strutture ricettive, che spaziano dalla calda e
accogliente casa vacanza, fino alla più sofisticata e lussuosa,
dell’albergo cinque stelle.
I turisti vengono affascinati dalle
innumerevoli scalette e stradine dove sandali, bikini, parei,
nonché negozi di abbigliamento di finissima manifattura
artigianale la fanno da padrone. Le innumerevoli spiagge e
calette offrono ai visitatori l’opportunità di crogiolarsi ed
oziare al sole per conquistarsi la famigerata e tanto ricercata
tintarella.
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